Quadro normativo

Differenze tra unioni civili e convivenze di fatto. Il ddl sulle unioni civili, dal titolo "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze" si occupa:
• Al Capo I delle unioni civili: specifiche formazioni sociali costituite da persone maggiorenni dello stesso sesso ( Con l’unione civile tra persone dello stesso sesso, «le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenuti a contribuire ai bisogni comuni»).
• Al Capo II delle convivenze di fatto: coppie formate da due persone maggiorenni (sia etero che omosessuali) non legate da vincoli giuridici ma da un legame affettivo e che possono regolare i propri rapporti patrimoniali attraverso un "contratto di convivenza“.
Diritti e doveri delle convivenze di fatto. I conviventi assumono solo alcuni dei diritti e dei doveri riconosciuti alle coppie sposate:
l'assistenza ospedaliera, penitenziaria e gli alimenti a fine convivenza (nel caso in cui uno dei due non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento);
il diritto per il convivente di continuare ad abitare nella casa di comune residenza se il proprietario della casa o l’intestatario del contratto di affitto muore
i conviventi possono scegliere di gestire i propri rapporti patrimoniali con un "contratto di convivenza" e quindi indicare la residenza, le modalità di contribuzione alla vita comune, il regime patrimoniale

Il contratto di convivenza

• NOZIONE Con il contratto di convivenza è possibile per le parti (con l’ausilio di un legale o direttamente tra loro) disciplinare in accordo tra loro, vari aspetti patrimoniali e personali: come i criteri di attribuzione della proprietà dei beni acquistati nel corso della convivenza, le modalità di uso della casa di residenza, la possibilità di un assegno di mantenimento al termine della convivenza, la facoltà di assistenza reciproca per tutti quei casi di malattia fisica o psichica e anche la designazione di un amministratore di sostegno. Il contratto di convivenza può essere stipulato da tutte le persone che, legate da vincolo affettivo, decidono di vivere stabilmente insieme al di fuori del legame matrimoniale. È dunque applicabile sia a coppie eterosessuali che omosessuali.
• Per redigerlo occorre verificare le esigenze specifiche della coppia: può essere particolarmente utile qualora si intenda iniziare una convivenza, o programmare l’acquisto di un immobile o una successione ereditaria. Un caso tipico nel quale si fa ricorso al contratto di convivenza è quello di persone già sposate, ma per le quali ancora non è stata emessa sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, a seguito di separazione.
• dai contratti di convivenza sono esclusi i diritti ereditari e quelli indisponibili come l’educazione e il mantenimento dei figli.

Contenuto del Contratto di convivenza

Il contratto può disciplinare:patti di convivenza
-  rispettivi obblighi e diritti delle parti conviventi (es. le modalità di collaborazione ai bisogni economici e sociali della convivenza, in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità lavorativa)
-  criteri generali per la divisione dei beni acquistati durante la convivenza(es.le parti possono scegliere anche il regime patrimoniale, optando per la comunione dei beni o la separazione dei beni)
-  obblighi e diritti legati alla fine della convivenza ( il ddl Cirinnà non prevede l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento, ma solo quello degli alimenti nel caso di necessità economica dell’altro partner).
Per quanto riguarda la successione, l’art. 458 c.c. non consente di stipulare patti relativi all’eredità e perciò tale materia non può essere disciplinata attraverso il contratto di convivenza. L’unico modo di consentire al convivente benefici successori resta il testamento.

Sono ritenute ammissibili clausole finalizzate alla regolamentazione dei rapporti patrimoniali inerenti il mantenimento, precisando comunque che l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, secondo la stessa Costituzione, spetta a entrambi i genitori.

Requisiti di Forma e Costi

Il contratti di convivenza ( come previsto dai commi 50 e 51 del maxiemendamento) è redatto, a pena di nullità, con scrittura privata o atto pubblico con sottoscrizione autenticata da un avvocato nel 1^ caso o da un notaio nel 2^ caso. Entrambi i professionisti ne attestano la conformità sia all'ordine pubblico sia alle norme imperative ed entrambe dopo la sottoscrizione dovranno trasmettere l’atto di convivenza al Comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe. Il contratto di convivenza non ha un costo fisso, perché non viene redatto sulla base di modelli standard a contenuto prefissato. Il suo contenuto è variabile, in base alle esigenze e alle aspettative dei conviventi.Anche il trattamento fiscale varia a seconda del tipo di accordi che vengono siglati (imposta di registro o imposta di donazione per eventuali trasferimenti di beni o assunzioni di obbligazioni a titolo gratuito).

Effetti

In applicazione del principio di relatività del contratto, sancito dall’articolo 1372 del codice civile, il contratto di convivenza ha efficacia tra le parti che lo sottoscrivono ed è improduttivo di effetti nei confronti dei terzi.
Dal contratto di convivenza nascono dunque veri e propri obblighi giuridici a carico delle due persone che lo hanno sottoscritto tali che, in caso di violazione da parte di uno dei contraenti, l’altro è legittimato a rivolgersi al giudice per ottenere la “c.d. esecuzione in forma specifica” dell’obbligo assunto nel contratto.(Ad es. se è previsto dal contratto che i beni acquistati durante la convivenza siano di proprietà comune, il singolo che acquista un bene deve provvedere, nei termini dell’accordo, a perfezionare l’atto di trasferimento al partner della quota di una metà.)
Non esiste una durata prefissata per il contratto di convivenza: potendosi prevedere anche una durata indeterminata indipendente dalla durata della convivenza senza subordinare gli effetti del contratto alla permanenza del rapporto.
Vieppiù che l’aspetto peculiare della disciplina si riscontra nella possibilità di inseire clausole destinate a produrre i loro effetti proprio a partire dalla cessazione del rapporto di convivenza.
Come tutti i contratti , il contratto di convivenza può essere sciolto solo con il consenso di entrambe le parti, grazie ad un nuovo accordo, oppure per le cause ammesse dalla legge: inadempimento, sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta, sopravvenuta eccessiva onerosità della prestazione.
Inoltre le parti potranno pattuire il diritto di recesso per uno o per entrambi i contraenti, subordinandolo eventualmente al verificarsi di determinati eventi o condizioni, a titolo gratuito o prevedendo un corrispettivo.